Come aumentare il fatturato della palestra nel 2026 (+100.000€) - La Palestra

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Gestione

Come aumentare il fatturato della palestra nel 2026 (+100.000€)

Guida per palestre per uscire dagli “anni fotocopia” e crescere nel 2026.

Come aumentare il fatturato della palestra nel 2026 (+100.000€)

Il problema che nessuno vuole vedere

Parliamoci chiaro, sette palestre su dieci rimangono bloccate sempre allo stesso punto. Zero crescita, stesso numero di iscritti, stesso fatturato, stesse difficoltà. Si trovano a vivere una serie di “anni fotocopia”.

Il problema non riguarda solo la crescita. Il vero problema del rimanere fermi sono i costi che aumentano: bollette, stipendi, fornitori. Mentre i margini si assottigliano, molti continuano a fare esattamente le stesse cose aspettandosi risultati diversi. Gli anni fotocopia portano ad un lento declino.

Ho analizzato cosa ha funzionato nell’ultimo anno per 37 club cresciuti in maniera costante. Non exploit momentanei. Palestre che hanno aggiunto in media oltre 100.000ÿ di fatturato in dodici mesi, in modo strutturato e ripetibile.

Questi club hanno fatto tre cose in modo sistematico. Hanno lavorato su tre leve operative, applicandole con disciplina. Partiamo dalla prima.

1 – AGENDA PIENA: Generare opportunità ogni singolo giorno

Il problema principale di chi non cresce è l’agenda vuota. Senza appuntamenti, senza visite, senza persone con cui parlare, non esistono vendite prevedibili.

Molti pensano: “Se lavoro bene le persone arrivano”. Certo, in alcuni periodi dell’anno arrivano. A settembre, ottobre, marzo se va bene. Poi novembre muore, dicembre deserto, estate si campa d’aria. Questo circolo si ripete ogni anno, identico. Si chiama domanda spontanea, qualcuno preferisce chiamarla stagionalità, poco importa il nome, questo è ciò che accade quando si aspetta.

Il primo lavoro è rompere questo schema e generare opportunità 365 giorni l’anno, non solo quando il mercato si sveglia da solo.

Riattivazione: il database è un tesoro non compreso

Il primo strumento è sotto il naso di tutti: il database. Dentro il gestionale avete migliaia di nomi. In particolare gli “Ex” clienti che vi hanno già dato soldi, sanno chi siete e cosa fate.

Ma non torneranno da soli. Se ne sono andati per un motivo che non si risolve col tempo. Vanno contattati e serve un’offerta concreta. Non “torna quando vuoi”, ma una ragione specifica: un invito strutturato di dieci giorni, un checkup diagnostico, una sfida con risultato da raggiungere.

Scegliete l’offerta, scegliete il veicolo (telefono, email, WhatsApp) e lavorate di quantità. Ogni giorno, non “quando avete tempo”.

Creare ambasciatori: moltiplicare le vendite a costo quasi zero

Costa quasi zero, abbatte i costi di acquisizione, porta persone in target già predisposte all’acquisto. È la leva più potente che avete, probabilmente la state già usando, va strutturata per diventare un canale costante di acquisizione.

Serve un sistema che faccia funzionare il passaparola 365 giorni l’anno, con incentivi chiari per chi porta amici (mese gratis, sessioni bonus, gadget, riconoscimento), momenti dedicati per chiedere presentazioni, e tracciamento di chi porta chi per premiare i più attivi.

Deve diventare una fonte prevedibile e ricorrente mese dopo mese.

Advertising: investire con la testa

Terzo strumento: la pubblicità. Non per dire “esisto, ho queste macchine, faccio queste lezioni”. Serve per uscire dall’oscurità che impedisce le vendite e ottenere l’attenzione di potenziali clienti.

Il problema non è che le persone non vogliono allenarsi. Spesso non sanno dell’esistenza del club, o non hanno compreso se come il servizio di quel club può essere d’aiuto.

L’advertising funziona quando arrivate al giusto pubblico, con il giusto mezzo e con la giusta offerta. Il potenziale cliente deve pensare “questo fa per me” e deve avere un motivo per agire subito. Non comunicazione generica, ma messaggi che parlano direttamente ai problemi specifici delle persone che volete in palestra.

L’obiettivo è quello di generare opportunità, non like. Servono persone reali che entrano in palestra, chiedono informazioni e hanno già compreso che potreste essere la soluzione al loro problema.

2- Convertire di più: trasformare opportunità in iscritti

Una volta riempita l’agenda, le opportunità devono essere convertite. Il primo passaggio è essere consapevoli dell’efficacia di conversione: quante persone si iscrivono realmente rispetto alle opportunità create. Per conversione intendiamo la trasformazione da opportunità a iscritto pagante. Quella persona che viene, fa il tour, ascolta la proposta e decide: si iscrive o va via.

Questo è un aspetto cruciale, ed il primo passo è quello di sapere da dove si parte, qual è la percentuale di conversione (quante persone si iscrivono rispetto a quelle che vengono a chiedere informazioni)? Non stime approssimative. Il numero preciso. Se non lo sapete, il primo problema è chiaro: non state misurando.

Senza questo numero si rischia di fare scelte sbagliate.

Cosa uccide le vendite

Tre problemi principali: assenza di un processo strutturato (ogni trattativa è improvvisazione), convinzioni sbagliate (“non hanno soldi”, “cercano solo sconti”), e zero verifica dei numeri. Se una persona viene a chiedere informazioni, ha un problema e vuole capire se sapete risolverlo. Il resto sono alibi.

Gli acceleratori di conversione

Tre elementi da implementare.

Primo: un processo chiaro. Nessuno vuole comprare un abbonamento. Le persone vogliono un risultato e sono disposte a pagare per avere certezza di ottenerlo.

Il processo mette a proprio agio il potenziale cliente. Serve a comprendere cosa lo ha portato lì, quali soluzioni ha già provato, cosa vuole ottenere, quali ostacoli potrebbero fermarlo. Solo dopo si presenta la proposta, si gestiscono le obiezioni e si introduce al percorso.

Secondo: prove e testimonianze. Servono dimostrazioni concrete, casi studio reali, di clienti che hanno ottenuto risultati, storie di persone che pensavano di non riuscire a frequentare e ora vengono con costanza.

Le prove danno fiducia al cliente e convinzione al team. Vedere l’impatto reale sulla vita delle persone cambia il modo di vendere. Si vende con più forza quando si crede davvero in ciò che si fa.

Terzo: il follow-up. La gestione di chi esce dal club senza iscriversi.

Normalmente succede questo: si iscrive o non si iscrive. Se non si iscrive, ogni tanto qualcuno torna spontaneamente. Gli altri? Dispersi.

Il follow-up è l’insieme delle azioni per aiutare il potenziale cliente a prendere la decisione. Magari in quel momento non era pronto, magari rimane un’obiezione non risolta, magari non ha compreso il valore. Abbandonarlo significa perderlo o affidarsi al caso.

Va seguito dal momento in cui esce dalla palestra. Non è insistenza. Se la missione è davvero aiutare le persone a migliorare la qualità della vita attraverso il movimento, il follow-up è responsabilità.

Focus ossessivo: le 3 ore che fanno la differenza

La terza leva è il focus. Il problema non è non sapere cosa fare, ma fare troppe cose contemporaneamente senza ottenere risultati in nessuna.

La trappola della novità

Ogni settimana spunta uno strumento nuovo, l’app magica, la piattaforma rivoluzionaria, il corso che cambierà tutto. Si corre dietro ogni novità convinti che la prossima cosa sarà quella facile e veloce. Non funziona così. I 37 club analizzati sono andati all in su due cose: opportunità e conversioni. Due cose, ogni giorno.

Il sistema: 3 ore al giorno

Due ore su generazione opportunità: chiamate di riattivazione, campagne, video, post, email. Lavoro operativo che riempie l’agenda. Un’ora su vendita e team: formazione, role playing, revisione numeri, feedback. Per migliorare o affinare il processo. Tre ore al giorno, senza eccezioni. Il resto per gestire il club. Ma quelle tre ore sono intoccabili, sono investimento sul futuro.

Priorità al singolare

Se tutto diventa prioritario, nulla lo è più. Due cose smuovono iscritti e fatturato: marketing e vendita. Il resto, per quanto importante, non ha lo stesso impatto diretto.

Abbracciare la noia

L’ultimo ostacolo è la noia. Fare le stesse cose per settimane senza risultati esplosivi. Molti mollano dopo due settimane o si accontentano ai primi segnali. La crescita viene dalla ripetizione disciplinata portata avanti abbastanza a lungo da generare risultati composti.

Da dove partire domattina

Non potete lavorare su tutto insieme. Identificate il collo di bottiglia e concentratevi lì per i prossimi 90 giorni. Novanta giorni di focus ossessivo su una leva, poi passate all’altra. Gli anni fotocopia finiscono quando si sceglie di lavorare con focus ossessivo sulle uniche due cose che muovono davvero l’ago: più iscritti che comprano di più (opportunità e conversioni). I 37 club che ho analizzato non hanno fatto magie, si sono concentrati su questi 2 aspetti con disciplina, fine. E hanno aggiunto in media oltre 10.000Euro di fatturato al mese con un solo obiettivo: Una vendita in più al giorno, per 365 giorni. Niente di più, niente di meno.

Crea il tuo Miglior Futuro!

Emanuele Pianelli
Autore dei libri: “Da Palestra ad azienda”, “Palestre di Mè!” e “Sistema Richfit”

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