Le palestre come presidi medici - La Palestra

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Gestione

Le palestre come presidi medici

Da tempo il settore del fitness insiste a definirsi attività per la salute e il benessere, perché allora non è riconosciuto come tale?

Da anni continuiamo a ripeterci che gli operatori del settore producono salute e come tale devono essere riconosciuti. In effetti chi pratica attività fisica sta meglio e perciò chi si occupa di offrire attività fisica offre salute, quindi in linea di principio fa bene a pretendere di essere riconosciuto come operatore del settore salute e benessere. Proprio poco tempo fa il Prof. Mantovani, Direttore del reparto scientifico e ricerca dell’Humanitas di Milano ha ribadito che il movimento aumenta le difese immunitarie.

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Come mai allora non si riesce a essere riconosciuti come tali? Quest’anno, a causa della pandemia, le palestre hanno subito sei mesi di chiusura totale, hanno perciò lavorato e prodotto solo il 50% del loro potenziale. Evidentemente i centri fitness non hanno dato assolutamente l’immagine di centri di salute, così come avviene per l’aspetto fiscale: l’IVA è sempre al 22% e per poterla abbattere si ricorre al trucco di costituirsi in associazioni sportive creando così altre problematiche di tipo fiscale.

Ma chi e che cosa può determinare che un centro fitness sia o meno un centro di salute? Come si può definire una palestra un presidio medico e centro di prevenzione? In effetti se andiamo a vedere non tutti i centri possono essere definiti tali, e magari molti di essi non lo desiderano affatto. Innanzi tutto occorrerebbe stilare una classificazione delle palestre, come già avviene con gli alberghi.

Già oggi il tipo di centro dipende dalla capacità economica dell’imprenditore e dalla filosofia che vuole dare. Ci sono centri che vogliono essere solamente aree sportive senza altri servizi aggiuntivi e ci sono centri che invece sono ricchissimi di servizi. Quindi se una palestra ha il desiderio di diventare un centro di salute dovrà adeguarsi a determinati requisiti.

Se tutti insieme come operatori lavorassimo a questo progetto, magari con il sostegno di aziende del settore, potremmo presentarci alle autorità competenti per ridefinirci secondo questa nuova immagine.

In effetti non ci si può presentare solamente dicendo che le palestre producono salute, non è sufficiente! Ad esempio, ci sono centri che hanno il servizio medico all’interno e centri che non offrono questo servizio; ci sono centri che sono organizzati per ricevere disabili e altri no. Spesso sono presenti saune e bagni turchi, o delle vere e proprie spa e per tutto ciò è necessario accertarsi della salute dei clienti frequentatori.

Cosa si deve fare? Personalmente credo che gli elementi per definire un centro salute siano: risorse umane; elementi architettonici e definizione di protocolli e metodi.

Risorse umane

L’ho messo al primo posto perché sono convinto che in un’azienda di servizi le persone siano l’elemento principale. I requisiti dovranno essere basati sulla preparazione professionale: medici, istruttori laureati in scienze motorie, chinesiologi, fisioterapisti, commerciali e receptionist preparati. Un centro che vuole essere riconosciuto come centro salute deve mostrare al suo pubblico personale all’altezza. A partire dal ricevimento, le receptionist devono conoscere i servizi offerti ed esserne all’altezza. Dall’immagine curata (che peraltro è la prima che il cliente vede), magari con una divisa; al personale commerciale, il quale deve portare argomentazioni precise riguardo le attività di salute che vengono proposte (ovviamente con un minimo di formazione). Anche il personale tecnico deve avere una formazione adeguata al ruolo: laurea in scienze motorie e corsi professionali riconosciuti. Persino l’impresa di pulizie deve essere professionale: deve dare garanzie sulla sanificazione di spazi e attrezzature ed essere conscia che l’immagine della palestra, e quindi la riuscita del vostro business, dipende anche da loro.

Materiali ed elementi architettonici

Una struttura che pretende di diventare un centro di salute si deve strutturare attraverso l’aiuto di architetti specializzati nel settore che sanno come e dove intervenire a partire dalla progettazione dell’impianto di areazione, agli spazi, fino alla scelta dei colori delle varie zone. Lo specialista è in grado di distribuire le metrature giuste prevedendo le attività: lo studio medico e l’area di attesa, il percorso agli spogliatoi e la distribuzione degli spazi al loro interno, così come docce e servizi. La distribuzione degli attrezzi in sala e gli spazi in sala corsi. Solo così si può garantire sicurezza ai clienti e pulizia e sanificazione efficaci.

Questo aspetto va curato anche nella scelta dei materiali, come le vernici, le pavimentazioni, gli armadietti e l’impiantistica (idrica ed elettrica). Non ci sono solo gli attrezzi di sala, esiste per esempio l’aspetto disabili che non devono avere barriere architettoniche e devono poter trovare attrezzi adeguati per la loro attività.

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Definizione di metodi e protocolli

Definiti personale e struttura, saranno poi i metodi applicati e i relativi protocolli che faranno della struttura un vero centro salute. Come viene accolto il cliente e quale percorso deve seguire (la presentazione commerciale, la visita medica, il programma attività sportiva, etc.). Cosa fa sì che un centro possa essere riconosciuto come presidio di salute? Mostrando il proprio sistema di lavoro. Andrà definito un protocollo medico, ovvero che tipo di visita si propone; un protocollo sportivo, cioè una prima seduta, un colloquio con il tecnico e la definizione del programma. Dal momento in cui il cliente entra in palestra si deve sapere come accoglierlo, mettendolo in condizione di poter vedere di persona cosa può fare e come lavora il centro.

Questo potrebbe essere il futuro del fitness, la sua corretta evoluzione che in futuro potrebbe prevenire ed evitare azioni di isolamento come quelle di questa pandemia. Inoltre uno sviluppo del genere metterebbe in condizioni il settore di acquisire maggior valore, aumentando il listino e uscendo dalla palude dei prezzi livellataverso il basso.

Noi di UpWell lo sosteniamo ormai da 25 anni e vi ricordo: non si può essere migliori di se stessi ma si può essere se stessi in modo migliore!

Fabio Swich
Ideatore di UpWell, società di servizi benessere, e pioniere del cardio-fitness
dal 1986.
fswich@upwell.it

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