Organizzazione e programmazione futura, sono le chiavi del successo di una palestra - La Palestra

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Gestione

Organizzazione e programmazione futura, sono le chiavi del successo di una palestra

Pensare da imprenditore proiettato al futuro e non al momento contingente in qualsiasi processo decisionale.

Molte grandi aziende sono partite in piccolo prima di diventare grandi realtà imprenditoriali. Questo è stato reso possibile, non dal fatto che hanno trovato davanti a sé la strada spianata. Ogni attività ha dei rischi intrinseci al settore e dei problemi da risolvere. Il primo punto fondamentale che sta alla base di una crescita realizzabile e sostenibile è di pensare all’obiettivo ultimo che si vuole raggiungere con tutta la squadra. Questo obiettivo diventa il faro che deve guidare il gruppo in ogni decisione da prendere e ogni comportamento da mettere in atto. Ogni piccola realtà può diventare grande con collaboratori che operano sposando a pieno la filosofia del titolare e gli obiettivi che vuole raggiungere. Se la missione aziendale è condivisa di fatto si elimina già la metà dei problemi che potrebbero bloccare la crescita; e in particolare mi riferisco a quelli legati al personale che con fatica si riesce a tenere allineato e compatto.
Non è fantascienza la possibilità di crescere in termini di grandezza o numero di centri senza avere problemi. Diversi titolari di palestre ai quali faccio consulenza perché vorrebbero incrementare il loro business, sono pieni di limitazioni del tipo:

“I collaboratori mi creano problemi”; “I collaboratori non mi seguono”; “Più è grande l’attività più ci saranno problemi da risolvere”; “Potrei accontentarmi di stare nel piccolo per vivere meglio” ecc… Tutte falsità.

Il problema sta nelle fondamenta culturali e procedurali con la quale è stata impostata l’attività. Il risultato è che se pensiamo in piccolo per paura di non riuscire, otterremo risultati ancora più piccoli.

La scarsa organizzazione è responsabile dei pochi risultati e del forte stress

Problemi con i dipendenti, mancanza di tempo libero, stress, 12 ore al giorno di lavoro per uno stipendio appena sopra la media, sono il risultato di:

  • Mancanza di un preciso carattere aziendale.
  • Assenza di obiettivi a lungo termine da condividere col gruppo.
  • Assenza di procedure ben formulate e comunicate.
  • Un team che non segue durante la quotidianità (ma questo ultimo punto è solo la conseguenza dei punti precedenti).

Si può veramente creare una realtà in cui non c’è bisogno di mangiarsi il fegato e gioire per i risultati raggiunti con il gruppo perfettamente allineato con la filosofia aziendale. Sono partito 15 anni fa da solo come Personal Trainer in una camera da letto ed oggi nei miei centri operano più di 20 collaboratori. Si potrebbe pensare che lavoro più di prima, in realtà è vero il contrario. Sono molto più sereno e mi reco nei centri a spot per effettuare le dovute rilevazioni e salutare i team.
Pensare in grande non costa niente ed è l’unico modo che abbiamo per partire verso un viaggio formativo e di crescita che consente di ottenere buoni risultati.
Se da una parte la difficoltà di crescere è legata, come espresso sopra, alla mancanza di una formazione specifica che esula dall’aspetto tecnico dell’attività (mi riferisco a conoscenze legate al branding, alla pianificazione aziendale, alla comunicazione efficace ecc), dall’altra gioca un ruolo depotenziante un sentimento a noi noto: la paura.

La paura può essere utile per evitare rischi inutili, ma può essere anche rischiosa per un impreditore

La paura è il sentimento umano per eccellenza perché funzionale alla sopravvivenza della specie. Può essere la nostra peggior nemica o la nostra miglior alleata. Se agisce da nemica, consapevolmente e inconsapevolmente limita la capacità di esplorare nuovi orizzonti perché collegata perfettamente alle carenze formative sopra esposte. Si perché se la paura si unisce alla mancanza di conoscenze e progettualità, c’è poco da fare, essa avrà la meglio su ogni processo decisionale limitando la crescita.
Ma se la paura diventa un campanello di allarme all’interno di una realtà che ha ben chiara la meta da raggiungere, questa sarà nostra amica e aiuterà a porsi le domande corrette sempre finalizzate a superare ostacoli con uno sguardo diretto verso l’obiettivo. Questo per dire che se l’imprenditore ha ben chiara la sua progettualità ed opera costantemente per migliorare i processi aziendali, la paura sarà la consigliera che guida le scelte riducendo i margini di errore.
Durante le sessioni di coaching che sto facendo a colleghi in questo periodo di pandemia da covid, mi rendo conto come alcuni professionisti si fanno sopraffare da questo sentimento, faticano a progettare una ripresa e hanno smesso di investire. In realtà questo periodo, per chi ha le idee chiare, sta offrendo molte opportunità di crescita e, a mio avviso, è un ottimo momento per investire e concentrarsi su una crescita sostenibile dato anche il maggior tempo a disposizione.

Dal caso personale ai suggerimenti utili anche per il tuo centro sportivo

Parlando brevemente della mia esperienza al fine di stimolare i lettori, in questo periodo dove i miei centri lavorano al 50% con la sola parte di servizi sanitari che possiamo erogare, ho intensificato le strategie d’investimento, stiamo lavorando sul rimarcare la filosofia aziendale per tornare domani ad operare con un gruppo coeso e stiamo già progettando i nuovi passi di crescita, in linea con gli obiettivi da raggiungere; questo perché il tempo a disposizione ce lo permette più di prima. Naturalmente serve anche un po’ di ottimismo e di gratitudine verso la vita che costantemente ci pone davanti a prove che richiedono di fare delle scelte.

Fabio Marino
Laureato in Scienze Motorie con master in Posturologia; consulente di Centri settore Salute e Benessere; imprenditore e titolare Centri Kinesis Sport a Bellusco, Agrate, Gessate, Monza.
www.kinesisport.com
fabio.marino@kinesisport.com

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