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Come lanciarsi nel mondo dei social

In uno scenario collettivo sempre più social, le palestre devono uscire dal loro mero spazio fisico ed entrare nella piazza virtuale. In maniera più autentica possibile

Gli appassionati di fitness e i clienti delle palestre sono sempre più “social”. I giovanissimi – nuovi clienti – sono nati nell’era dei social media. Trascorrono il loro tempo a condividere stories su Instagram, alimentano il flusso di “like” che determina il successo o l’insuccesso di un influencer. Seguono mode temporanee e volubili – ma le seguono con determinazione, seppur per poco tempo – che nascono e muoiono nel regno delle immagini di Instagram.
E mentre il popolo dei ventenni, la Generazione Z, diventa il nuovo target di consumatori su cui puntare, un target spesso difficile da capire e da captare, anche gli adulti sono stati travolti dall’impero dei “like”.
Chi non ha un profilo Facebook o Instagram che diventa, ormai, il primo (o uno dei principali canali) in cui effettuare ricerche e informarsi? Il primo (o uno dei principali canali) che orienta gli acquisti.
In questo scenario mutevole e complesso, una palestra deve sapersi muovere e conviverci. Deve sapersi adattare alle logiche dei social media – che non sono solo algoritmi. Si deve uscire dal mero spazio fisico, delineato dalle quattro pareti della propria palestra, e mettersi nella piazza virtuale per – innanzitutto – mostrare ciò e chi si è. In maniera più autentica possibile.

Raccontarsi e poi narrarsi. Perché è importante?
Nell’era dei social media non ci si può più nascondere. Ed è anche sbagliato pensare che la propria fanpage Facebook o il proprio profilo Instagram debbano essere una mera vetrina delle attività proposte dalla propria palestra. Non basta – e forse è anche inutile – riportare il calendario dei corsi e la lista delle macchine che si hanno in dotazione. Siamo davvero certi che bastino queste informazioni per catturare un cliente?
Quelle elencate sopra sono informazioni necessarie, sì, ma non sufficienti. Perché un utente non è una macchina. È una persona e in quanto tale ha emozioni, empatia, viene attratto da suggestioni, parole e colori. Ecco perché occorre creare una narrazione di sé.  E si parte con il racconto di chi si è. Del perché si ha una palestra.
Degli obiettivi che si vogliono raggiungere insieme ai propri clienti: piacersi, migliorarsi, rimettere in sesto la propria salute, curarsi e anche socializzare.
È importante ricordare che una narrazione di sé poco veritiera porterà a un fallimento del piano narrativo. Raccontarsi e, di conseguenza, creare un piano narrativo della propria identità implica anche mettere il proprio volto. Si deve essere pronti a raccontarsi in prima persona. L’utente vuole sapere chi c’è dietro quella fanpage. Il cliente vuole sapere chi c’è dietro quella tessera di abbonamento.

Dove narrarsi?
Se si è disposti a narrare di sé, se si è messo nero su bianco che cosa si è disposti a dire di sé, a svelare, si può passare al secondo step: la scelta del canale social media su cui iniziare a lavorare.
Facebook o Instagram? Twitter o Linkedin? Non è una scelta da fare in maniera frettolosa. Esistono appositi studi e monitoraggi che, tracciando il profilo del cliente tipico della propria palestra, possono dare utili indicazioni per scegliere il canale adatto. Oppure, si può optare per un canale social media che permetta di raggiungere un target che ancora non conosce la propria attività.

Bisogna quindi, innanzitutto, fare una scelta:
– puntare su un target già conosciuto (e che già mi conosce) per ampliarlo?
– o cercare di posizionarsi su una nuova fetta di mercato, di nuovi utenti, e diventare la loro palestra
di fiducia?

Porsi questa domanda è fondamentale e genererà delle conseguenze importanti: per esempio, se si punta su target giovanissimo, la Generazione Z, va da sé che occorre investire energie e tempo su Instagram. Il pubblico dei trentenni/quarantenni è maggiormente presente su Facebook, nello specifico all’interno di gruppi di discussione. Ma l’analisi è ancora più lunga e meno semplicistica di così. Saper rispondere alla domanda posta nel capoverso precedente vuol dire poter già fare una prima scelta e iniziare a curare il proprio canale.

Content is the king. Anche nei social media per palestre
È l’immagine il contenuto-re dei social. E, per essere più precisi, è l’immagine che sa offrire anche contenuti a vincere e a imporsi. Che si vogliano fare investimenti pubblicitari su un post o che si voglia lasciar crescere la propria fanpage in maniera spontanea, con contenuti organici, poco cambia: bisogna offrire contenuti.
Cosa si intende per contenuti? Ok l’intrattenimento, il post divertente, che strappa un sorriso e che ha una forte potenzialità nel generare condivisioni. Ma oggi chiunque cerca un posto, all’interno dei social media, in cui si possano avere informazioni utili e gratuite.

Quali informazioni cerca un potenziale cliente di una palestra?
Non solo informazioni sui corsi offerti e sul numero dei macchinari presenti. Non solo. Chi sceglie di andare in palestra ha dei bisogni da soddisfare, degli obiettivi da raggiungere: dimagrire, tonificare, mettere su massa muscolare ecc. Comprendere gli obiettivi e i desideri del cliente è il primo passo per iniziare a pensare a dei contenuti che possano interessarlo e coinvolgerlo. Il secondo passo è pensare a che informazioni offrire – gratuitamente – per raggiungere tali obiettivi. Video tutorial con il personal trainer della palestra; grafiche informative su cosa occorre mangiare prima di un workout; grafiche con il riepilogo di una sequenza di esercizi da eseguire per tonificare una determinata parte del corpo: ecco alcuni esempi pratici di cosa può attirare l’attenzione di un cliente. Un cliente che, dopo aver trovato questa informazione, cercherà di approfondire, di saperne di più. E comprenderà che chi lavora al desk della palestra è una persona che potrà consigliarla, guidarla. E dalla piazza virtuale ci si ritroverà alla reception.

Grazia La Paglia
Appassionata di fitness, lavora come giornalista e web marketing specialist. Collabora con diverse testate giornalistiche (tra cui La Repubblica Palermo e Balarm) e cura la comunicazione digitale per alcune case editrici di Milano. grazialapaglia@gmail.com

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