Psicopatologia del management - La Palestra

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Gestione

Psicopatologia del management

Come allenarsi all’osservazione dei comportamenti nelle aziende di piccole e grandi dimensioni
e rilevare quelli disfunzionali o patologici.

La psicopatologia è una problematica molto diffusa nelle aziende di oggi sia in “semplici” termini sintomatici che nelle configurazioni di vere e proprie strutture di personalità disfunzionali e di modalità disarmoniche del vivere organizzativo. Con questo mio articolo desidero illustrare una serie di comportamenti riscontrabili nelle aziende anche di piccole dimensioni, e quindi anche nei fitness club e palestre, con l’obiettivo di condividere una sorta di griglia di letture che possa essere utile agli imprenditori al fine di allenarsi all’osservazione dei comportamenti, rilevando soprattutto quelli considerabili problematici e patologici. Le descrizioni che seguiranno sono basate sulle ricerche in ambito di psicologia del lavoro e in base anche alla mia personale esperienza nei contesti aziendali in cui ho lavorato.

Il convenzionalismo

Questo atteggiamento sfrutta la mimetizzazione all’interno dell’azienda. È piuttosto complesso e oserei dire difficile l’individuazione di un soggetto convenzionale perché farà di tutto per non emergere e non differenziarsi dalla massa. Il soggetto definibile conformista sociale trae piacere e gratificazione nell’omologazione, nell’appartenenza al gruppo in una sorta di dipendenza dallo stesso. Il conformista sociale ha una fortissima propensione a non opporsi e non critica mai l’azienda e la sua “esistenza” è basata sull’essere praticamente invisibile.
Non è detto che una persona con queste caratteristiche rimanga bloccata al ruolo di subalterno. Spesso fa una carriera sorprendente proprio per le sue caratteristiche e viene sovente iper valutato dai superiori che lo identificano come un dipendente ideale. Infatti il soggetto conformista sociale è amabile, cordiale, un collaboratore ideale per i capi autoritari e dogmatici.
Sovente viene etichettato con l’appellativo di YES MAN. Quali potrebbero essere gli svantaggi o i vantaggi per l’azienda? In una learning organization il contributo del conformista sociale è nullo o quasi nullo proprio perché non si mette in gioco in prima persona. Fortemente improbabile che possa divenire un leader, sarà tendenzialmente un ottimo esecutore.

L’attivismo

I soggetti definiti attivisti possono divenire problematici e anche patologici quando hanno forti paure, ansia e difficolta a pensare in modalità calma perché sono presi da centinaia di cose e ovviamente sono iperattivi. Sovente il soggetto attivista è accentratore e controllore ma la loro caratteristiche più evidente è che sono sempre in movimento. Per loro stare tranquilli e rilassarsi equivale a perdere tempo e a non monetizzare. Anche in momenti dove potrebbero stare tranquilli devono fare, produrre, darsi da fare, organizzare etc.

Questi soggetti in un contesto lavorativo infondono agitazione che spesso diventa di intralcio al lavoro da effettuare. Talvolta l’attivismo si associa all’indispensabilismo. In questo caso il soggetto si ritiene fondamentale alla vita aziendale. Arriva a pensare che senza di lui\lei le cose si fermino e tende quindi a percepirsi insostituibile.

Questo porta il soggetto attivista a rinunciare addirittura alle ferie, ad andare a lavorare anche se ammalato, verbalizzando con orgoglio di non avere mai fatto un giorno a casa di malattia. Quando questo tratto di personalità diventa fortemente disfunzionale\patologico infonde solo stress ai collaboratori che potrebbero iniziare a rendere meno delle loro reali possibilità.

L’autocentratura

In base alla mia personale esperienza mi permetto di affermare che questa tipologia di comportamento è sempre più presente nel mondo e in azienda. L’autocentratura consiste in una tipologia di soggetti che hanno scarsa coscienza del prossimo e sono quasi completamente o totalmente centrati su loro stessi e sui propri obiettivi.
Questa tipologia di soggetti può diventare “pericolosa” quando sono posti in ruoli di gestione aziendale. Da un punto di vista di psicologia clinica l’autocentratura è vista come una forma primitiva di narcisismo. Questo soggetti hanno scarsa capacità di considerare idee, eventi, situazioni, fatti in cui non sono protagonisti e che quindi sono percepiti come lontano da loro, non interessandoli minimamente e creando una distacco disfunzionale.

Sovente hanno tratti caratteriali come egoismo, scarsa empatia, rigidi all’ascolto, sorde alle necessità degli altri, chiuse e limitate e ovviamente concentrati su sé stessi. Questo soggetti in azienda portano numerosi svantaggi. L’ipertrofia del proprio Sè porta alla tendenza a mettersi al centro del mondo finendo quindi per ignorare i bisogni e le richieste degli altri. Hanno enorme difficoltà a prendere consapevolezza dei contributi che altre persone o colleghi sono in grado di portare al miglioramento dell’azienda.

Le false identità

Nella vita ognuno di noi ha ruoli diversi e citando Pirandello ricordo la sua teoria: il teatro nel teatro e una sua opera: uno, nessuno e centomila. Perché vi faccio questa introduzione? Perchè sul posto di lavoro tutti noi indossiamo una maschera e interpretiamo un ruolo. Ma questa interpretazione sovente è diversa dalle nostre reali ed autentiche identità.

Questo appartiene a molti di noi ma ci sono persone che sono abili imitatori e manipolatori, soggetti che si fanno strada tramite imitazione e manipolazione, copiando e recitando copioni. Vi sono inoltre soggetti che cambiano maschera a secondo della convenienza, soggetti falsamente consenzienti e contraffattori consapevoli fino a incontrare soggetti che non hanno mai scoperto e compreso che si nasconde dentro se stessi e dietro le loro maschere.

La problematica che ho maggiormente riscontrato è che queste persone appaiono agli occhi della maggior parte delle persone come sincere, vere e normali. In un contesto aziendale ho rilevato difficoltà a lavorare e affidarsi con questi soggetti con false identità in quanto persone mutevoli con non si riesce mai a conoscere se non attraverso la maschera che indossa ma che, come ho già descritto, può mutare repentinamente a secondo delle situazioni e opportunità.

La generalizzazione e la banalizzazione

Questi atteggiamenti sono simili e sono caratterizzati dalla tendenza a sminuire, categorizzare e rendere quasi superficiale e banale tutto ciò di cui si parla ricorrendo e utilizzando luoghi comuni e stereotipi. Vengono continuamente utilizzate frase fatte (frasi Killer) e sono proposti e riproposti con costanza gli stereotipi negativi della vita di impresa con una quasi totale assenza di critica costruttiva.
I soggetti banalizzanti sono privi di desiderio di impegnarsi in discussioni ed analisi dei temi su cui interviene. Per questi soggetti è sufficiente lanciare il sasso e poi nascondere la mano magari utilizzando battute scherzose. Questa modalità comportamentale ha l’effetto di bloccare nei gruppi di lavoro il generarsi di pensieri e proposte da parte degli altri membri con il risultato di un assestamento su livelli di bassa qualità.

Per una azienda avere nel proprio interno questa tipologia di persone significa avere a che fare con soggetti scarsamente utili nel percorso di miglioramento e crescita dell’impresa. I banalizzanti sono critici ma non costruttivi, investono energia non per fare ma per disfare il lavoro altrui demotivando il gruppo.

L’assenza di valori

I soggetti che appartengono a questa tipologia di personalità hanno una quasi totale mancanza di valori e di missione personale, sono privi di un significato soggettivo attribuito al lavoro. Quando sono assenti i valori lavoratovi o valori da assegnare al proprio operato lavorativo vi è una visione del lavoro solo come un dovere, un obbligo, una coercizione quasi come un incidente del percorso di vita a cui non ci si può sottrarre e che fortunatamente un giorno finirà.

Svantaggi e vantaggi per l’azienda: da una parte queste persone possono essere facilmente malleabile (in funzione dell’assenza di valori personali) e possono quindi assumere senza remore i valori aziendali. Dall’altra parte non hanno la capacità di vivere secondo dei valori forti e perciò possono non ritenere importanti quelli proposti dall’azienda. Saranno così persone poco orientate alla mission e poco inclini ad esporsi personalmente.

Non è finita qui

Vi sono altre personalità e tipologie di comportamenti psicopatologici in azienda ma per motivi legati alla necessita editoriale ho esposto quelli che ho ritenuto maggiormente rilevanti. Tra quelli a cui non ho dato specifiche cito il comportamento di controdipendenza – macchiavellismo – distorsioni etico sociali – astoricità.

Nella mia esperienza di direttore tecnico centri sportvi, imprenditore, selezionatore del personale, consulente aziendale e mental coach aziendale, posso con sincerità affermare che queste tipologie di tratti caratteriali sono molto diffusi e che grazie a queste conoscenze ho aiutato decine di aziende a risolvere problemi con il personale migliorando i fatturati e generando un clima aziendale di armonia. Se interessati ad approfondire questo argomento potete contattarmi direttamente.

David Cardano
Dottore magistrale in Psicologia-Ipnotista. Master universitario in psicologia dello sport. Dottore magistrale in Scienze motorie. Specializzazione in marketing e posturologia. Esperto in tecniche corporee Direttore scientifico scuole di formazione e specializzazione: MENTAL TRAINER
ACADEMY e HYPNO ACADEMY

www.mentaltraineracademy.com

davidcardano@gmail.com

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